E arrivò un giorno.

Un tizio entra in un bar, saluta e ordina un caffè ristretto. Versa poco poco zucchero e gira col cucchiaino lentamente.
Nel frattempo entra anche un altro tizio, robusto e spettinato che a voce alta inveisce su tutti gli astanti in particolare sul tizio che guarda il suo caffè.
Volano senza motivi offese, provocazioni e piccole gocce di saliva rabbiosa insieme ad uno spintone contro il tizio ma lui sta calmo e lascia perdere.
Il giorno dopo stessa scena, caffè ristretto entra il tipo robusto, provocazioni, insulti, urla e spintoni. E il tizio sta calmo e lascia perdere bonariamente.
Lo stesso il giorno seguente.
E poi quello dopo e quello dopo ancora.
Così per un mese, per due mesi, tre mesi, un anno. Dieci anni.
Un bel giorno mentre il tizio si beve silenziosamente il suo benedetto caffè viene insultato e spintonato dall’altro ma stavolta SBEEEEM SBEMMMM partono due siluri in pieno volto, il tipo robusto barcolla confuso e l’altro gli assesta il terzo pugno diritto sulla mandibola frantumandogliela e facendolo cadere come uno straccio bagnato pieno di sangue svenuto. Quasi morto. Tutti restano sbalorditi e nessuno osa dire nulla, il tipo calmo che ha subito per dieci anni alla fine si è ribellato e ha fatto giustizia.
Ma una signora col cappello entrata per caso qualche minuto prima nel bar per la prima volta, urla al tizio che è un violento, che è un delinquente e che chiamerà le forze dell’ordine per denunciarlo subitissSBEEEM SBEM SBEMMMMM anche la signora stramazza a terra svenuta.
Ecco questa è la mia vita.

The end.